
Per sapere
premesso che
il 18 Maggio scorso si e’ concluso il Consiglio Competitività (Mercato
Interno) dell’UE , adottando una Posizione Comune sulla proposta di Direttiva
in materia di brevettabilità del software. In una lettera del ministro
Stanca inviata il 13.5.2004 ai suoi colleghi Marzano, Buttiglione e Moratti,
il ministro per l’innovazione chiedeva “di rappresentare una posizione
critica del Governo rispetto alla proposta della presidenza irlandese”
in materia.
La lettera era molto argomentata ed il Ministro delegato Mario Baldassarri risponde
il giorno dopo affermando: “mi unisco, condividendone pienamente le motivazioni,
alla Tua richiesta di rappresentare al Consiglio Competitività la posizione
critica del Governo Italiano”. Il 17 maggio il quotidiano “Punto
informatico” scrive di “dichiarazioni del Governo italiano contro
l’introduzione dei brevetti sul software nell’Ue”.
Il Parlamento europeo nella sua prima lettura della proposta di Direttiva ha
adottato un testo che prevede la brevettabilità del software soltanto
in associazione ad un inedito processo fisico o meccanico, ponendo così
chiari limiti alla brevettabilità del software.
Nella notte del 17 Maggio la posizione del Governo italiano muta sensibilmente.
La mattina seguente i ministri italiani modificano la loro posizione contraria
alla proposta della Presidenza astenendosi.
Per quale motivo e a seguito di quali pressioni lobbistiche il Governo italiano
ha mutato nottetempo posizione ?
Per quale motivo il Governo italiano non ha condotto una opposizione che, se
portata fino in fondo avrebbe potuto far naufragare il progetto che, come è
noto, è sostenuto fortemente dalla grande industria straniera del settore?
E per quale motivo non ha sostenuto il testo licenziato dal Parlamento Europeo
?
Come intende, inoltre, giustificare il Governo le diverse posizioni tra i ministri
responsabili e quando mai riuscirà a trovare una posizione unica ? Quali
iniziative intende prendere il governo, dopo la seconda lettura del Parlamento
Europeo, per favorire l’occupazione e lo sviluppo delle piccole industrie
del nostro Paese, quindi limitando la brevettabilità del software come
richiesto dal Parlamento Europeo?
