Scrivete:
From: "Yoghi" <xxxx
infinito.it>
Date: Tue, 14 Dec 2004 17:22:41
Subject: Non era una critica...
...alla battaglia, che condivido pienamente, sulla brevettabilità del
software.
Se la legge passasse lo scenario sarebbe veramente critico.
La mia mail voleva semplicemente sottolineare come ci sarebbe tanto da fare
nel nostro paese per fare in modo che la cultura non venga oscurata.
Diciamo una proposta per battaglie "casalinghe" tipo - Informare le
persone perchè il contributo per l'acquisto del pc non vada per ignoranza
a foraggiare i monopoli come invece accade per come è stata volutamente
strutturata la campagna dal governo - oppure - insegnare agli utenti che esistono
alternative ai sistemi operativi proprietari e monopolisti.
Come mi pareva di averle accennato personalmente contribuisco alla stesura di
un'opera volta a insegnare ai neofiti l'uso di Linux e relativamente alla mia
esperienza fornisco consigli in liste di discussione a chi ha problemi hardware
e/o software.
Spero di avere fugato i suoi dubbi sul fatto che non ritenevo di poca importanza
la battaglia che si sta conducendo.
Per quello che riguarda la pubblicazione della lettera... non c'era neanche
bisogno di chiedermi l'autorizzazione semplicemente... se la ritiene interessante
la pubblichi.
Sono ben felice di poter dare un modesto contributo affinchè l'attenzione
su argomenti tanto fondamentali non si spenga.
Qualsiasi tipo di supporto sia nelle mie possibilità di darvi ve lo darò
volentieri e nel più puro spirito open-source!
Non ha che da chiedere.
Almeno potrò in parte ripagare il tempo che ha impiegato a rispondermi,
la mia soddisfazione è stata veramente grande nel vedere che c'è
ancora chi ascolta la voce che viene dal basso.
Grazie infinitamente per avermi ridato fiducia almeno in una parte della politica.
Mirko
From: "GALTIERI Roberto" rgaltieri
europarl.eu.int
To: xxxx
infinito.it
Date: Tue, 14 Dec 2004 15:14:25 +0100
Subject: re: ... un passo avanti
Caro Mirko,
innanzi tutto la ringrazio per averci scritto.
Il dialogo è la base della crescita collettiva ed è normale e
giusto che i cittadini interloquiscano con chi fa politica.
Per quanto attiene alle questioni da lei poste va chiarito subito che la legge sulla brevettabilità del software in Europa non e' stata ancora approvata. Dalle nostre battaglie e dal vostro supporto, dipende quale legge verrà alla fine approvata.
Il processo legislativo europeo é complesso, e coinvolge tre istituzioni: la Commissione (l'Esecutivo o anche gli Euroburocrati), il Parlamento (i rappresentanti eletti dal popolo) e il Consiglio (i Governi), in eventuali 3 letture. In questo momento siamo alla fine della prima lettura da parte dell'europarlamento il quale attende la posizione del Consiglio (Posizione Comune) per varare la direttiva, ovvero, in seconda lettura riemendando il testo. In caso di contrasto tra le due istituzioni ci sarà una conciliazione, altrimenti la Direttiva o sarà adottata o potrà essere bocciata dal Parlamento in terza lettura. I cittadini, a causa delle manchevolezze dei media e da una volontà tesa a tenere nell'ignoranza il popolo, non conoscono leggi che avranno un impatto fondamentale per noi e per le future generazioni.
Grazie alla nostra dura battaglia, alle alleanze con altre forze politiche,
insieme al movimento open source, con i rappresentanti delle piccole imprese
che vedrebbero espropriati i mezzi base di produzione, siamo riusciti a
far in modo che il Parlamento Europeo modificasse sostanzialmente il testo
proposto dalla Commissione Europea, proponendo più libertà di
sapere. Il Consiglio sta tentando di capovolgere il voto parlamentare, ma nonostante
una intensa opera di lobbying non riesce a racimolare la maggioranza necessaria
per votare una modifica al testo licenziato dall'europarlamento. Questo grazie
alle iniziative e alle mobilitazioni nazionali. La settimana scorsa ad esempio
la Polonia, su pressione delle piccole imprese, ha deciso di opporsi; il mese
scorso il Parlamento olandese ha vietato al suo governo di votare a favore delle
proposte contro quelle espresse dall'europarlamento. Il Consiglio ha così
dovuto rimandare la votazione di 3 mesi. Questa é la situazione oggi.
Come vede la battaglia continua: i nostri parlamentari sono in prima fila, noi
siamo in prima fila alle manifestazioni. L'informazione é fondamentale.
Perciò é di conforto che il nostro sito sia letto e criticato,
dando un contributo alla presa di coscienza e alla riflessione.
Perché questa battaglia é importante? Perché il software
e' lo strumento di produzione che permette alle PMI di sopravvivere ed essere
indipendenti. Una vasta brevettabilita' impedirebbe alle PMI di sviluppare software
perché inevitabilmente algoritmi, pezzi di codice sarebbero di proprietà
di qualcuno (il 90% di poche multinazionali). Comunque potrebbero essere bloccati
dagli avvocati di multinazionali (anche pretestuosamente) qualora producessero
qualcosa di interessante. Gli sviluppatori software sarebbero costretti a perdere
la loro autonomia e a diventare impiegati delle multinazionali, dei nuovi servi
della gleba.
Assisteremo ad una nuova forma di feudalesimo.
Per noi questa battaglia é un elemento di una battaglia più vasta contro la privatizzazione e lo sfruttamento del sapere. Noi riteniamo che il sapere sia un bene comune dell'umanità, non un mero strumento di profitto, proprietà di qualcuno.
E' eticamente inaccettabile!
Già oggi vediamo cosa accade nelle biotecnologie: persone che potrebbero
essere curate con medicine che potrebbero essere prodotte a prezzi irrisori,
sono costrette a morire; contadini che ogni anno devono riacquistare a caro
prezzo le sementi perché é vietato riutilizzare i semi (brevettati)
prodotti l'anno precedente nel loro campo se non vengono pagate le royalties.
Ma se non possono acquistare muoiono di fame.
Se non fermiamo questa deriva, le future generazioni non si potranno permettere
di studiare, leggere, vedere immagini, (a parte poche elite) perché non
potranno pagare i contenuti digitali. Quando questi, grazie alla tecnologia,
invece, potrebbero essere diffusi ovunque. Avremo i computer, ma lo scambio
di saperi sarà illegale per chi non avrà abbastanza soldi.
Noi riteniamo che la battaglia contro la brevettabilità del software
sia una delle tante battaglie contro la privatizzazione della conoscenza, contro
i monopoli e contro l'arbitrio e il sopruso di chi profitta di posizioni dominanti
(che con tale legge si rafforzerebbero). Riteniamo che questa battaglia sia
parte di una battaglia per un modo migliore dove lo sviluppo umano preceda la
logica del profitto.
Una battaglia da condurre insieme ad altre battaglie, come quella per la diffusione
del software open source che giustamente lei sta conducendo. Battaglia che sosteniamo
ed alla quale partecipiamo. Sul sito del libero sapere troverà tutti
i testi relativi.
Un sistema operativo sviluppato dal basso e in modo cooperativo dimostra come
modelli di sviluppo alternativi possano funzionare (non a caso alcune scelte
di Linus Torwald penso siano anche state determinate dalla cultura e dai valori
trasmesse dal padre, militante comunista).
Spero che questa mail abbia chiarito la nostra posizione e che lei possa condividere
e aiutarci a sostenere questa battaglia, a diffondere l'informazione, e aiutarci
a riflettere sulle conseguenze della privatizzazione del sapere.
E' importante il suo sostegno ! L'esito di questa battaglia legislativa é
infatti apertissimo.
Last but not least: a scanso di equivoci non abbiamo mai acquistato software
microsoft; quando possibile usiamo software libero (a casa abbiamo un ambiente
Unix e microsoft-free). Il nostro sito é ospitato presso un provider:
pagando solo pochi spiccioli per pochi MB di spazio disco per il webhosting,
non abbiamo certo il potere di influenzare le sue scelte.
Se ci autorizza desidero mettere la sua mail sul sito e aprire una sezione
lettere.
In attesa di un suo cortese riscontro riguardo almeno a quest'ultimo aspetto
le invio ancora i miri ringraziamenti ed i miei più cordiali saluti ed
auguri per un buon anno.
Roberto Galtieri
From: xxxx
infinito.it
Date: Sun, 12 Dec 2004 12:30:12
Subject: Un passo indietro...
..per andare avanti.
Scusi il gioco di parole e soprattutto se mi permetto di scriverLe senza neanche
che ci si conosca.
Ho letto il suo intervento sul sito dei Comunisti Italiani in riferimento alla
ormai approvata, seppur con modifiche, legge sulla brevettabilità del
software.
Onestamente credo ci siano molte più battaglie da fare nel settore informatico
e dell'informazione. Personalmente uso solo "free software" (Linux)
e do' il mio modesto contributo ad un progetto di documentazione ( http://dazero.sf.net
)che si propone di insegnare l'uso di linux a chi di computer non ha esperienza;
il fatto che il vostro sito giri su piattaforma Microsoft IIS onestamente mi
ha un po' sconvolto.
Si può essere contro un monopolio e foraggiare il monopolio acquistandone
i prodotti? Ci sono svariati sistemi operativi liberi di cui Linux ha avuto
solo il merito di diventare il più famoso (tra gli altri OpenBSD) e almeno
il 50% dei contenuti web mondiali sono serviti utilizzando Linux.
Ora vengo al punto. Guardiamo al nostro paese, per il 90% delle persone computer è sinonimo di Windows - quindi del monopolista Microsoft - c'è gente che è convinta che senza Windows preinstallato il computer non serva a niente e peggio pensano che quel sistema operativo gli venga regalato col computer appena acquistato (niente di più falso perchè quel sistema operativo pesa per circa 200 euro sul prezzo di acquisto).
Ecco da cosa bisognerebbe iniziare. Una campagna di informazione per far prendere
coscienza del fatto che non esiste solo Windows, che non è "regalato"
e che non si è costretti ad acquistare il computer così com'è
ma si può pretendere che venga fornito senza il sistema operativo non
solo dai piccoli assemblatori locali ma anche dalle grandi catene distributive
(nel caso con la riduzione di prezzo dovuta al rifiuto di quanto preinstallato.
In materia di disinformazione è lampante la campagna "PC ai giovani"
del ministero per l'innovazione - solo chi ha accesso a internet sa che non
è obbligato ad acquistare un computer completo e comunque è "incostituzionale"
nel punto in cui obbliga ad acquistare il sistema operativo (anche Linux come
è riportato sul sito del governo)! Un computer può e deve essere
acquistabile anche senza sistema operativo! Se si vuole installare Linux non
c'è bisogno di pagarlo basta avere chi ti scarica i cd dai siti delle
distribuzioni (Ed è perfettamente legale!!) e sempre gratuitamente sono
disponibili applicazioni per fare qualsiasi cosa (la mia collezione di sistemi
operativi Linux è a disposizione). Questo è garantire l'accesso
all'informazione a "tutti" indipendentemente dalla capacità
economica.
Ecco l'impegno prioritario da portare avanti - secondo il modesto parere di chi è politicamente ignorante - se si vuole veramente lottare attivamente contro i monopoli. Far sapere che ci sono alternative - per di più a costo zero - e farlo fare Istituzionalmente dicendo la verità e non con false campagne come sta facendo il governo volte a privilegiare chi ha già il monopolio.
Non so quanto io possa essere stato chiaro, onestamente credo poco, e quanto il mio contributo posso essere voluto - il cittadino purtroppo non è considerato dalla politica - però se serve sono ben felice di metterlo a disposizione.
Scusandomi per il tempo speso a leggermi Le porgo i miei migliori saluti.
Mirko