Dopo il controllo da parte delle multinazionali sull'alimentazione (brevetti sulle sementi e sulle specie animali della catena alimentare), sulla salute (brevetti sui vaccini e sui farmaci) e sulla vita (brevetti sulle invenzioni biotecnologiche) ora queste vogliono la privatizzazione del sapere elettronico e della sua diffusione.
La Commissione (l'esecutivo dell'Ue) ha proposto infatti una direttiva
che legalizza questi brevetti lasciando nella mani di poche multinazionali la
proprietý dei codici e degli algoritmi del software.
Per i non addetti ai lavori Ë come se la Commissione proponesse di permettere
di brevettare le note musicali e gli accordi: chiunque componga musica dovrý
pagare i diritti alla multinazionale proprietaria del brevetto sulle note per
ogni nota utilizzata nel suo componimento, ovvero diventare salariato della
multinazionale proprietaria dei brevetti.
Oggi, in quella che viene denominata societý della conoscenza, il sapere e la conoscenza sono la risorsa fondamentale e necessaria per lo sviluppo economico dei paesi del nord del mondo.
A fronte di questa nuova realtý, e della crisi da sovrapproduzione,
le multinazionali stanno imponendo nuove leggi e regole per impedire il libero
scambio dei saperi. CiÚ Ë avvenuto in modo sotterraneo negli ultimi 10 anni,
mediante gli infami accordi TRIP, nell'ambito dell'OMC (Organizzazione Mondiale
del Commercio); mediante gli uffici brevetti che hanno esteso la brevettabilitý
dai processi industriali, ai processi di business, alle idee, al software.
La brevettabilitý del software e delle idee, giý permessa in Usa, ora Ë in discussione
al Parlamento europeo.
Contro la proposta della Commissione, in quanto limita la ricerca e l'innovazione nel campo informatico e rende impossibile lo sviluppo del software per le pmi (piccole e medie imprese) poichÈ non hanno i capitali necessari, nÈ interesse produttivo al brevetto - il libero software Ë il 70% del capitale necessario - si Ë svolta a Bruxelles, il 27 agosto scorso, una manifestazione indetta dalla Foundation for Free Information Infrastructure. I manifestanti, quasi tutti giovanissimi, sono preoccupati del loro avvenire, poichÈ con l'adozione della direttiva non esisteranno pi˜ piccole imprese di software - dunque un'importante perdita occupazionale valutata in migliaia di unitý - ma anche perchÈ la proposta di direttiva mette il sapere elettronico nelle mani delle solite multinazionali statunitensi.
In Parlamento l'opposizione alla direttiva Ë condotta dai comunisti italiani e dal loro gruppo parlamentare (GUE/NGL) e dal gruppo verde.
Il deputato Cossutta Ë il primo firmatario della richiesta di rifiuto della proposta del Commissario Bolkestein, in quanto "proponendo la brevettabilitý delle invenzioni messe in opera con un computer, la Commissione apre la via alla brevettabilitý del sapere umano. Di pi˜, questa direttiva non risponde alle necessitý economiche, scientifiche e culturali del settore informatico europeo cosÏ come la necessitý di promuovere l'innovazione".
La proposta di direttiva Ë uno strumento di aggressione alla libera diffusione ed alla condivisione della conoscenza, pratica comune nell'ambito informatico. Copiando pedissequamente il modello statunitense, la Commissione intende cosÏ favorire poche multinazionali, ovvero creare un monopolio, limitando la possibilitý di creare software.
La brevettabilitý del software Ë il segno della crisi
di sovrapproduzione del sistema capitalista, i brevetti sono a tutti gli effetti
capitale accumulato che rientra nella sfera dell'autoriproduzione.
La proprietý legale delle idee (degli strumenti elettronici per realizzarle)
fa regredire il sistema capitalista a sistema feudale come quando il feudatario
era proprietario della terra ed i contadini servi della gleba.
Se dunque gli elementi per produrre software - una volta liberamente disponibili - saranno brevettati, poche multinazionali obbligheranno quello che oggi Ë un produttore indipendente a pagare i diritti o, essendo i mezzi di produzione requisiti, diventare salariati (iperflessibilizzato-servo della gleba) delle multinazionali.