Risposte alle 11 domande poste da:
"Il Secolo della Rete - for a free knowledge society"
al Candidato al Parlamento Europeo

Marco RIZZO per il PdCI

circoscrizione Nord-Ovest


home - D1 R1 - D2 R2 - D3 R3 - D4 R3 - D5 R5 - D6 R6 - D7 R7 - D8 R8 - D9 R9 - D10 R10 - D11 R11 - indice

1. Diritto di esclusiva o diritto di accesso

La tecnologia ci permette di condividere e di rendere disponibili istantaneamente saperi e conoscenze.

Norme comunitarie e di organismi internazionali si stanno orientando verso una legislazione che assegna diritti di esclusiva su idee e saperi, un tempo considerati beni comuni, estendendo il "diritto alla proprietà intellettuale" tradizionale.


Mi oppongo e mi opporrò ad ogni legislazione che voglia imporre diritti di esclusività su idee e saperi.

Sulle medesime tematiche di libertà della conoscenza il PdCI ha già operato senza tentennamenti dal 1996.

Le proposte della Commissione per limitare l'accesso al sapere e permettere il brevetto non devono passare.

Con una interpellanza (che vi allego),a tale proposito, ho chiesto al Governo per quali ragioni abbia modificato posizione e permesso al Consiglio di adottare una Posizione Comune che, a quanto annunciato da Bruxelles, risulta essere contraria alle posizione, pur mediate del Parlamento europeo votate in prima lettura.

L'accesso alla conoscenza di realizza con il massimo di libertà di diffusione, appropriazione e trasmissione della conoscenza medesima. La Rete è uno strumento che va lasciato libero da brevetti e royalties perché la conoscenza, il sapere deve essere considerato alla stregua di un diritto umano fondamentale.

La conoscenza, l’istruzione, il sapere sono strumenti di riscatto e di progresso sociale. Senza conoscenza, istruzione e sapere non si propaga l'indipendenza di pensiero, si impone l'oppressione.

Del resto questa è una delle basi del lavoro del Partito dei Comunisti Italiani, ancor più gramscianamente nel nostro Paese.

Dove trovare l'attività svolta del Partito nel settore: visitare il sito nazionale del PdCI (http://www.comunisti-italiani.org), nella colonna di destra c'è il logo del gruppo di lavoro nazionale per il libero sapere, cliccare lì.


2. Conoscenza e infrastrutture comuni

Alcuni sostengono la necessità di promuovere infrastrutture comuni nelle risorse necessarie alla produzione e allo scambio di informazioni all’interno del contesto informativo e che ciò sia necessario tanto per la democrazia quanto per la libertà individuale.
Altri, pur condividendo tale opinione di principio lamentano una possibile discriminazione.


Lo Stato è l'organizzazione civile delle donne e degli uomini che lo compongono.
Compito dello Stato democratico, moderno, repubblicano è quello di garantire a tutte e tutti gli strumenti essenziali e fondamentali per il bene comune. Lo afferma anche la Costituzione sia all'articolo 2 ("La Repubblica (.....) e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale") sia all'articolo 3, secondo comma: "E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà l'uguaglianza tra i cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana (...).

La privatizzazione esclude, non include; non permette il pieno sviluppo della pe rsona umana, ma solo l'incremento di conti in banca di alcune persone: quelle proprietarie, le quali decidono per il loro interesse e non quello generale.

Le infrastrutture devono essere pubbliche: inclusa quella della Rete. Per garantirne libero accesso a tutte e tutti, senza tema di costi. Lo Stato si deve far carico di questo elemento fondamentale di divulgazione della conoscenza, che oggi avviene anche tramite la rete.

Così come siamo per una scuola pubblica di eccellenza, così siamo per una Rete, pubblica che ne garantisca accessi e funzionamento ottimali.


3. Concetto di Proprietà dei beni immateriali

La proprietà di un bene immateriale è oggi paragonata alla proprieta' di un bene materiale. Eppure molti sostengono che caratteristiche sono diverse è una pura trasposizione non è economicamente vantaggiosa per la società.

La Costituzione Europea fra i fondamentali diritti di libertà recita: Parte II Carta dei diritti fondamentali dell'unione - Titolo II Libertà II-17. Diritto di proprietà §2 La proprietà intellettuale è protetta.


Per un comunista, come io sono, che é contro la proprietà privata dei mezzi di produzione, considerare i beni immateriali, il sapere, beni liberi e a disposizione di tutte e di tutti è un assioma.

Ne consegue che non condivido la definizione della proposta di Costituzione europea sulla protezione della proprietà intellettuale.


4. Accesso alla conoscenza e innovazione

Per trarre valore economico da beni immateriali, infinitamente riproducibili e fruibili, secon do alcuni, occorre porre dei limiti alla loro diffusione, creando una scarsità artificiale (un po' come la distruzione dei pomodori europei per tenerne alto il prezzo).

L'accesso alla conoscenza deve essere garantito a tutte le cittadini e a tutti i cittadini.

Essa deve avvenire tramite i massimo della circolazione e diffusione. Solo in questo modo si accresce l'innovazione. Le restrizioni antigalileiane a favore del profitto riducono sensibilmente l'innovazione.

In questo ambito, ma anche in altri, le stesse imprese non trarrebbero giovamento da una normativa limitante la libera circolazione del sapere.

Se la Rete si è sviluppata lo deve innanzi tutto al suo essere, agli inizi totalmente aperta: tutte le sue attrici ed i suoi attori erano interdipendenti.


5. Durata dei diritti di proprietà intellettuale

Vi è, specie negli ultimi anni, una tendenza all'estensione della durata sia dei brevetti che del copyright.


La durata del copyright, imposta da accordi multinazionali, è eccessiva, altra cosa è il diritto d'autore, essendo ormai proprietà aziendale e nemmeno individuale viene allungata, oltre misura, a cento anni.

Gli accordi TRIP sono imposti dalle multinazionali, innanzi tutto di origine statunitense. I governi, quelli europei compresi e con essi la Commissione seguono pedissequamente le loro volontà.
A discapito dei cittadini, e delle PMI.


6. Proprietà dei brevetti

In merito alla proprietà dei brevetti ed alle ripercussioni sull'ecnomia e sulla difesa.


La brevettazione del sapere, bloccando l'innovazione rovina le piccole e medie imprese. Questa hanno svolto un benefico ruolo nello sviluppo dell'economia europea, anzi, in questa fase di recessione sono uno dei pochi settori che trainano l'economia dell'Unione europea.

La brevettabilità del software è il segno della crisi di sovrapproduzione del sistema capitalista, i brevetti sono a tutti gli effetti capitale accumulato che rientra nella sfera dell'autoriproduzione.

La proprietà legale delle idee (degli strumenti elettronici per realizzarle) fa regredire il sistema capitalista a sistema feudale come quando il feudatario era proprietario della terra ed i contadini servi della gleba.

L'Unione europea manterrà la sua indipendenza in generale e nel settore della difesa in particolare se saprà quindi mantenere la libertà di circolazione del sapere e si discosterà dagli interessi delle multinazionali di origine statunitense.

Ritengo la posizione comune assunta dal Consiglio sulla Direttiva sulla brevettabilità del software, non una “proposta di compromesso” ma un ribaltamento della posizione del Parlamento Europeo, e un attacco alla libera diffusione della conoscenza, nonché al ruolo importante per lo sviluppo dell’economia, svolto dalle piccole imprese, in questa fase di crisi. Ho presentato una interrogazione al Governo (in allegato) per comprendere per quali ragioni il Governo Italiano, che si era dichiarato inizialmente contrario, nottetempo ha cambiato posizione, astenendosi e favorendo il raggiungimento della maggioranza qualificata sulla proposta irlandese.


7. Neutralità rispetto all'open source

Alcune amministrazioni pubbliche europee e alcuni governi dei paesi in via di sviluppo comiciano a inserire fra le condizioni di selezione del software da acquistare che sia open open source. É in preparazione una direttiva europea (sulla neutralità) che considera tale discriminazione lesiva della libertà di mercato.


Open Source è un modello di business che ha implicazioni strategiche.

Sono contrario ad una qualsiasi normativa sulla neutralità.


8. Tecnologie per il "Digital Right Management"

Con la tecnologia digitale si rende possibile identificare per ogni documento da chi è stato prodotto, quando, controllare e impedirne la riproduzione e modifica. Con la tecnologie digitali, supportate da una adeguata legislazione, è possibile richiedere che ogni documento che circola in rete include questi sistemi di identificazione e protezione.


Il termine libertà si elide con quello di controllo totale

La scusa del controllo della pirateria è giustappunto una scusa.
Non ho mai convenuto con l(idea che fosse necessario brevettare i singoli accordi musicali. Nessuno produrrebbe più musica, ancor più in ragione del fatto di essere controllata ogni sua partitura.

Brevetto e conoscenza sono in contrasto. Io sono per la libera conoscenza.

Il controllo totale proposto con il DRM blocca l'espandersi delle idee, blocca lo sviluppo economico: è nocivo alla civiltà.


9. Privacy

La nozione di privacy non definisce più soltanto la tutela della vita privata e familiare, ma include la protezione dei dati personali, il diritto di mantenere il controllo sulle proprie informazioni, ovunque esse si trovino. Inoltre, molti ritengono che questi diritti confliggano con la lotta al terrorismo e sono state emanate leggi speciali (quali il Patriot Act) per rimuovere temporaneamente alcuni di questi diritti.


Le garanzie in vigore coprono benissimo le esigenze di lotta al terrorismo.

Il Patriot Act ed altri simili servono solo a mostrare i muscoli dell'impotenza e soddisfare il mito di ogni antidemocratico: controllare tutto e tutti.

Intanto i terroristi possono fare ciò che credono perché la lotta al terrorismo è altro che misure supplementari di sicurezza. Il pesce terrorista si annega se si elimina l'acqua nella quale vive, e quindi sviluppo economico, rispetto e libertà per tutti i popoli del mondo: questa la ricetta contro i terroristi.

Mi sono opposto e mi oppongo a qualsiasi misura che con la scusa della lotta al terrorismo diminuisca la privacy delle cittadine e dei cittadini.


10. Commons

Esempi di infrastrutture e beni comuni comuni, il cui accesso non può essere discriminato, spaziano da Internet, alle biblioteche e scuole pubbliche. Queste, insieme alla conoscenza pubblica hanno permesso eguali opportunita' di innovazione e conoscenza.

In una società della conoscenza, la conoscenza è una delle maggiori fonti di profitti. La conoscenza, che se mantenuta bene pubblico non ha valore e non possono diventare fonte di profitto per privati. Un libero accesso, se da una parte permetterebbe di diffondere la conoscenza, l'istruzione e il sapere, d'altro canto non permetterebbe agli autori di trarre profitto dal proprio lavoro. Il bilanciamento di questa dicotomia viene decisa a livello politico. L'accesso alla conoscenza deve quindi essere maggiormente regolato e controllato.


Non condivido l'approccio capitalista che viene espresso con il controllo dei Commons.

La conoscenza come bene comune è da preservare.

Continuerò la lotta contro il sistema di privatizzazione del sapere.


11. Digital divide / Frattura digitale

Le tecnologie legate alla Rete se da un lato sono un formidabile veicolo di innovazione dall'altro possono essere un elemento di discriminazione tra chi può averene accesso e chi ne risulata escluso


Digital Divide é l'espressione informatica della scuola di classe. Sono contrario.


home - D1 R1 - D2 R2 - D3 R3 - D4 R3 - D5 R5 - D6 R6 - D7 R7 - D8 R8 - D9 R9 - D10 R10 - D11 R11 - indice