Comunicato del Gruppo di lavoro del libero sapere
Bruxelles, 2-3 Marzo, 2005
La conferenza dei capi gruppo del Parlamento Europeo, ha deciso all'unanimità
di convocare domani mattina il Presidente della Commissione Europea, Barroso
per giustificarsi del tono e dei contenuti della
lettera che ha inviato al Parlamento Europeo.
Nella lettera, Barroso, rigetta la richiesta unanime dei capogruppi del
PE di inziare di nuovo la procedura riguardante la direttiva sulla brevettazione
del software, e dichiara che intende proseguire come nulla fosse.
“La Commissione non intende presentare una nuova proposta al Parlamento e al Consiglio”, precisa la lettera. Inoltre comunica che “la Commissione aspetta dal Consiglio che formalizzi quanto prima l'accordo politico”. Nella sua lettera, Barroso esprime come fosse una concessione, che la Commissione è disposta, nel corso della seconda lettura, “ad esaminare tutti gli argomenti e le posizioni espresse” sulla proposta. Come se non fosse un obbligo legislativo e come non sapesse che in seconda lettura a cuasa delle regole di voto e' quasi impossibile raggiungere la maggioranza necessaria (degli aventi diritto al voto, non dei presenti).
Il Presidente Barroso ha declinato l'invito, "poiche' aveva gia' altri impegni". FFII osserva chel'ultima volte che Barroso fu convocato dal Parlamento, fu per il caso Buttiglione. Sappiamo come fini'.
Il presidente Barroso ha inviato il Commissario irlandese McCreevy per sostituirlo. Non ha caso, poiche' e' il Commisssario responsabile del caso che sta travolgendo le istituzioni.
Il Presidente del PE, Josep BORRELL, ha aperto il meeting facendo presente che, mentre la Commissione ha il diritto di rigettare una richiesta di nuova lettura proveniente dal Parlamento, secondo il trattato , deve informare la ragione della sua decisione. (dal rapporto del Parlamento)
Il Commissario, ha spiegato al parlamento, in una breve intervista tenuta in una atmosfera piena di tensione, che la direttiva deve assolutamente passare al piu' presto per evitare il caos legislativo (?) sostenendo l'urgenza di armonizzarsi alle pratiche USA e alle pratiche del Ufficio Brevetti Europeo (EPO). Non ha spiegato perche' la commissione sostiene (ho ha promosso ?) la direttiva come e' stata modificata dal Consiglio a Maggio, eliminando gli emendamenti apportati dal Parlamento. Non ha spiegato perche' non tiene in conto le critiche provenienti dai parlamenti nazionali. Il commissario per rassicurare il parlamento ha concesso (!) che ci sarà ancora la seconda lettura per introdurvi emendamenti, se necessario (!).
Agence Europa riporta che "i gruppi politici del PE avrebbero accolto “con malumore” le dichiarazioni di McCreevy, meno per motivi di fondo, “ma piuttosto a causa della cattiva qualità delle relazioni tra la Commissione Barroso e il Parlamento europeo”.
McCreevy ha ribadito che data l'urgenza la direttiva sara' adottata dal Consiglio lunedi' 7 Marzo, come item-A, ossia senza neppure verificare che vi sia la maggioranza in Consiglio (visto che non vi e' maggioranza). Ha dichiarato in una successiva conferenza stampa che “A mio parere, ci sarebbe una situazione di caos al Consiglio, se gli Stati membri rinunciassero a ciò che hanno già deciso. Questo non è mai avvenuto nella storia del Consiglio dei ministri”. “Se non riuscissero a mettersi d'accordo, le cose rimarranno così e non ho intenzione di prendere un'altra iniziativa. Se, invece, raggiungessero un accordo politico, il dossier ritornerà all'esame del Parlamento europeo. A quel momento, terrò conto delle preoccupazioni del Parlamento”.
Diventa fondamentale una forte mobilitazione e una forte risposta. Il primo strumento e' la petizione per le dimissioni di Mc. Creevy da inviare ai parlemantari. Anche se non sara' possibile arrivare alla sfiducia del Commissario neocons, appoggiato dal gruppo dei Popolari, si tratta di un segnale forte ai membri del parlamento europeo e alle istituzioni che ormai stanno perdendo credibilita' ela fiducia dei cittadini (vedi forum di PI)
I gruppi politici sono sembrati irritati.
Si tratta di vedere quale sara' la reazione del Parlamento Europeo e dei gruppi politici, se questi daranno opportune istruzioni ai loro governi (e questi al COREPER), affinche' il punto sia eliminato dall'agenda del Consiglio.
Roberto
Galtieri
Resp. Gruppo di Lavoro Nazionale sul Libero Sapere
rgaltieri
europarl.eu.int
+32-477-258765
Bruxelles, 2 marzo 2005
Comunicato del Gruppo di Lavoro Nazionale sul Libero Sapere del PdCI
Barroso convocato dal Parlamento
Europeo. Verso
la crisi istituzionale?
Il PdCI sostiene l'indignazione del Parlamento Europeo
contro l'arroganza della Commissione Barroso.
La conferenza dei capi gruppo del Parlamento Europeo, ha deciso all'unanimità
di convocare domani mattina il Presidente della Commissione Europea, Barroso
per giustificarsi del tono e dei contenuti della lettera
inviata al Parlamento Europeo.
Nella lettera, Barroso, si rifiuta di prendere in alcuna considerazione la richiesta unanime dei gruppi del PE di inziare di nuovo la procedura riguardante la direttiva sulla brevettazione del software (richiesta supportata da anche da alcuni parlamenti nazionali), andando contro le prerogative del PE.
Non é nell'interesse europeo una direttiva come quella modificata dal Consiglio sulla brevettazione del software, che serve piuttosto gli interessi di grandi multinazionarie, vere feudatarie del software, principalmente statunitensi.
Il PdCI sostiene l'indignazione del Parlamento di fronte all'arroganza della Commissione Barroso, che intende privare i deputati europei delle loro prerogative democratiche a loro assegnate dal popolo.
La Commissione Barroso si é già dimenticata la lezione
di democrazia imposta dai deputati europei per la sua investitura.
Si spera che la Commissione Barroso receda dalla sua posizione tesa a soddisfare
le multinazionali americane, piuttosto che trovare una posizione che rappresenti
un bilanciamento degli interessi europei, poiché altrimenti la strada
da intraprendere non potrà che essere quella della sfiducia,
come richiesto da molte associazioni.