Software Patent Directive
La Commissione ignora totalmente la richiesta del Parlamento
ed esorta il Consiglio ad adottare la Posizione Comune

il più presto possibile

McCreevy: "è un dossier che deve andare avanti"

Il Consiglio: "FATTO !"

Il Consiglio lo mette in agenda al Consiglio Competitività il 7 Marzo come item-A e adotta il testo basato sull'accordo politico del 18 Maggio 2004.


7 marzo - Il Consiglio, in prima lettura, ha adottato la direttiva. ECCO IL TESTO USCITO DAL CONSIGLIO.

Oggi, 7/3 la direttiva era in agenda come item-B. Il parlamento Danese ha vincolato il governo danese a chiedere che la direttiva fosse messa in agenda come item-B.

Polonia, Danimarca, Portogallo, e altri hanno fatto la richiesta alla presidenza Lussemburghese.

La presidenza Lussemburghese, ha detto che secondo le procedure non era possibile (falso), e che comunque il PE puo sempre modificare il testo in seconda lettura (cosa praticamente impossibile).

Il governo Danese ha espresso il suo disappunto, ma ha acettato la procedura (d'altronde era stata vincolata dal suo parlamento a fare la richiesta, la richiesta in effetti e' stata fatta). Nessun altro paese ha reagito, nonostante le decisioni dei loro parlamenti (come avevamo previsto)!

La direttiva e' stata quindi approvata come item-A dal Consiglio senza discussione e senza verifica che ci fosse la maggioranza (infatti non c'era).

La presidenza del Consiglio, ammette che numerosi paesi erano contro tale posizione comune (che quindi non e' una posizione comune), ma che e' stata adottata per non creare un precedente legislativo. (ossia in sfida alla richiesta del Parlamento).

Infatti da Agence Europa:

"Danimarca, Polonia e Portogallo avevano auspicato che il dossier comporti una discussione al Consiglio.
Olanda, Danimarca, Polonia, Ungheria, Lettonia, hanno fatto delle dichiarazioni scritte che parlano della posizione che difenderanno in seconda lettura. Per alcuni paesi UE come Olanda e Polonia la dichiarazione ha permesso di accettare di adottare formalmente la posizione comune, tenendo conto dell'opinione dei Parlamenti nazionali rispettivi che avevano preso posizione contro l'accordo politico. La Polonia sottolinea la contraddizione esistente tra l'art. 4 del progetto di direttiva, secondo cui un programma di computer non è una invenzione che possa brevettarsi e l'art. 5 par. 2. e ritiene che tale articolo possa allineare la direttiva su quanto viene fatto attualmente sia all'Ufficio europeo dei brevetti che nei paesi UE. Olanda e Lettonia confermano chiaramente che la direttiva deve escludere dal campo della possibilità di brevetto le invenzioni a carattere non tecnico e i programmi puri. La Danimarca vuole che vi siano chiare regole per garantire l'interoperatività. L'Ungheria afferma che la direttiva dovrà tener conto degli interessi delle PMI."

(C) Agence Europa

Il PE ora ha tre mesi per rigettare o emendare la direttiva.

Per rigettarla, o per far adottare gli emendamenti, e' necessaria la maggioranza dei parlamentari che hanno diritto al voto, ossia 367 voti a favore sul totale dei 732 europarlamentari (i parlamentari assenti o astenuti contano come contrari). E' da considerare che raramente piu' di 450 europarlamentari sono presenti durante le sessioni.

L'unica possibilita' sarebbe che il presidente socialista Borrell, su suggerimento della commissione affari istituzionali del Parlamento, considerasse la "posizione comune come irricevibile. (non e' mai successo nella storia delle istituzioni).

La commissione affari legali del Parlamento, nella riunione d'urgenza del 7/3 ha deciso di chiedere la documentazione e le minute del Consiglio, per verificare se sono state infrante le regole procedurali (ossia il Lussemburgo ha illegalmente considerato irricevibile e quindi impropriamente rigettato la richiesta della Danimarca) e quindi il risultato potrebbe non essere considerato posizione comune secondo l'articolo 77 del regolamento. Possibilita', quindi, che il parlamento che ha il dovere di verificare consideri la decisione non valida e la rimandi al mittente (al Consiglio).

maggiori informazioni: sul sito FFI, nosoftwarepatent, BBC

Documenti Ufficiali con le note e precisazioni di alcuni paesi


On. Umberto Guidoni - Ufficio Stampa
Delegazione europea Pdci
uguidoni
europarl.eu.int
+32-338-5913300

Bruxelles, 8 marzo 2005

SOFTWARE. GUIDONI: UNO SCHIAFFO AL PARLAMENTO EUROPEO

Un altro passo avanti nel lungo cammino verso l'esproprio della conoscenza e dei mezzi di produzione immateriali. Il Consiglio adotta la direttiva sulla brevettabilita' del software.

Questo passaggio avviene contro ogni regola procedurale, contro il parere del Parlamento Europeo, contro le indicazioni dei parlamenti nazionali, senza maggioranza e in barba al processo democratico.

E' uno schiaffo al Parlamento Europeo e sopratutto ai cittadini da esso rappresentati!
La decisione, presa sotto la pressione delle multinazionali del software, rischia di relegare ad un ruolo marginale il processo legislativo parlamentare su un tema così importante come la libertà della conoscenza, che è il tema centrale della strategia di Lisbona.
Assistiamo, nell'indifferenza dei media, al giorno nero per il futuro dei lavoratori della conoscenza e per le istituzioni comunitarie e per tutti i cittadini europei

Umberto Guidoni


Roberto Galtieri
Resp. Gruppo di Lavoro Nazionale sul Libero Sapere
rgaltieri
europarl.eu.int
+32-477-258765

Bruxelles, 7marzo 2005
Comunicato del Gruppo di Lavoro Nazionale sul Libero Sapere del PdCI

Gruppo Nazionale di Lavoro sul Libero Sapere
Appello alle associazioni
Attivare una campagna comune contro la direttiva

Oggi il Consiglio ha adottato in prima lettura, la direttiva sulla brevettabilita' del software.

Contro ogni regola procedurale, contro il parere del Parlamento Europeo, contro le indicazioni dei parlamenti nazionali, senza maggioranza e in barba al processo democratico. Contro ogni richiesta di riflessione per produrre una direttiva che tenga conto degli interessi comuni.

Oggi assistiamo ad un giorno nero per i lavoratori della conoscenza e per le istituzioni comunitarie. Assistiamo ad una vittoria dei feudatari della conoscenza, a dispetto della mobilitazione delle piccole imprese e dei liberi sviluppatori software, che si sono opposti con ogni strumento democratico, a questo ulteriore passo avanti verso l'esproprio della conoscenza e dei mezzi di produzione immateriali, verso la riduzione dei lavoratori della conoscenza a moderni servi della gleba intellettuali.

Il Gruppo Nazionale di Lavoro sul Libero Sapere del PdCi, lancia un appello a tutte le associazioni europee, affinche' si attivi una campagna comune verso tutti gli eurodeputati affinche' votino contro l'arroganza del Consiglio e della Commissione, rigettando la Posizione Comune adottata oggi dal Consiglio.


Comunicato del Consiglio

Qui il comunicato stampa del Consiglio.

E' da notare che la lista delle posizioni dei paesi menzionati come contrari o astenuti (Spagna contraria; Austria, Belgio e Italia astenuti) si riferisce all'accordo di Maggio 2004, e non alle posizioni attuali; infatti i seguenti paesi: Danimarca, Cipro, Latvia, Ungheria, Olanda, Polonia, si erano espressi contro e hanno fatto mettere la loro posizione a verbale, non sono stati considerati dalla Presidenza del Consiglio non essendosi espressi nel 2004; non e' chiara la posizione della Germania).


Posizione Comune irricevibile dal Parlamento Europeo ?

7 marzo

Si comincia ad adombrare l'ipotesi che il Parlamento, in accordo alle regole procedurali, possa considerare la posizione del Consiglio come irricevibile, poiche' viola le regole per essere definita come posizione comune.

Infatti, secondo l'articolo 57 del regolamento, quando il PE riceve una posizione comune, deve verificare che sia in effetti una posizione comune:

Nel presente caso, delle due condizioni menzionate e' soddisfatta.

"Prima di procedere all'annuncio della comunicazione della posizione comune, il Presidente verifica, in consultazione con il presidente della commissione competente e/o il relatore, che il testo inviatogli abbia effettivamente natura di posizione comune e che non sussistano gli estremi dell'articolo 55. In caso contrario, il Presidente ricerca, d'intesa con la commissione competente e, se possibile, in accordo con il Consiglio, la soluzione adeguata." (art.57)

Prima di procedere all'annuncio della comunicazione della posizione comune, il Presidente verifica, in consultazione con il presidente della commissione competente e/o il relatore, che il testo inviatogli abbia effettivamente natura di posizione comune e che non sussistano gli estremi dell'articolo 55. In caso contrario, il Presidente ricerca, d'intesa con la commissione competente e, se possibile, in accordo con il Consiglio, la soluzione adeguata.

Una ulteriore ipotesi e' quella di fare ricorso da parte delle associazioni all'Ombusdman e/o alla Corte di Giustizia per violazione delle leggi, e rendere l'adozione non valida.


3 marzo
Software-Patent: Lunedi' 3 Marzo la direttiva software patent e' stata inserita come item-A nel consiglio competitivita' di Lunedi' 7 Marzo. Non vi e' maggioranza qualificata per adottarlo, nel caso fosse posto in votazione, la Danimarca chiedera' che si verifichi la maggioranza passando l'item come item-B

Il COREPER (comitato rappresentanti permanenti al Consiglio) decidere entro venerdi' 5 marzo se mantenerlo in agenda, e se mantenerlo come item-A.
Questo perche' il Consiglio, sotto la presidenza lussemburghese, non ha fatto in tempo a metterlo in agenda 3 settimane in anticipo. Secondo il regolamento basta che un solo paese puo' impedire che venga messo in agenda come A-item. Inoltre anche un solo paese puo' domandare che venga verificata la maggioranza e venga discusso (quindi passarlo come B-item). Comunque c'e' una fortissima pressione dei lobbisti (anche tangibile) sui funzionari del COREPER affinche' nessun paese reagisca.

Il Parlamento Danese ha obbligato il rappresentante al Consiglio di lunedi' prossimo (conservatore danese che e' a favore) a chiedere che la direttiva software-patent sia passato come B-Item (e probabilmente al consiglio prossimo).

Quindi la Danimarca , costretta dal suo parlamento (che ha votato un impegno vincolante per il governo), e appoggiata dalla Polonia, dovrebbe chiedere la "riconta" dei voti passandolo come item-B per un consiglio futuro. Occorre quindi che non ci sia una maggioranza dei paesi che si oppongano alla richiesta. Sembra che a questo punto, se i paesi il cui parlamento si e' espresso seguiranno le indicazioni dei loro parlamenti (ossia Olanda, Germania, Polonia e Spagna) e appoggeranno la Danimarca, non ci sara' la maggioranza qualificata per rifiutare. Ricordiamoci che l'italia, che nell'accordo di Maggio si astenne (sebbene fosse andata con l'indicazione del ministro Stanca votare contro), dovrebbe a rigore astenersi anche questa volta rafforzando il voto di blocco.


18 febbraio
Software-Patent: La Commissione chiede al Consiglio di ignorare il Parlamento Europeo e di adottare formalmente la posizione comune. In agenda al Consiglio competitivita' il 7 Marzo come item-A.

Il portavoce del commissario Ue al Mercato interno, Charlie McCreevy dichiara: "Siamo a conoscenza e abbiamo preso nota della richiesta del Parlamento europeo che consideriamo molto seriamente, ma questo fascicolo deve andare avanti".

"Ieri la presidenza di turno lussemburghese dell'Ue ha annunciato che metterà questo punto in agenda per il Consiglio Competitività del 7 marzo, come noi avevamo chiesto".

La Commissione, riunita il 16/2 ha deciso:

L'agenzia Europa riporta che:

A proposito della decisione della conferenza dei presidenti del Parlamento europeo di chiedere alla Commissione di riesaminare il progetto di direttiva, il portavoce ha riconosciuto che la Commissione prende “sul serio” la richiesta del Parlamento, “ma che è un dossier che deve andare avanti”, ha avvertito e “vorremmo che il Consiglio prendesse una decisione”. "La Commissione risponderà alla richiesta del PE, ma la sua reazione dipende solo da essa stessa".

La Commissione, difende la posizione di principio che l'articolo 55 non può essere applicato, perchè le elezioni europee non hanno mai fatto ripartire nessun processo legislativo, e non si vede perchè in questo caso possa essere invocato. Posizione di principio che creerebbe un pericoloso precedente, perciò continuando su questa strada, vi e' l'eventualita' di uno scontro di poteri e che il Parlamento in seconda lettura rigetti alla quasi unamita' (non perche' contrario, ma per difendere le sue prerogative e poteri) la direttiva.


A Strasburgo parlamentari di vari gruppi stanno valutando come evitare che questa Commission inneschi un ulteriore conflitto, non prendendo in considerazione la volontà del Parlamento Europeo di molti Parlamenti Nazionali, facendo perdere credibilità alle Istituzioni di fronte ai cittadini. Cittadini che già manifestano al grido : NO ALLA REPUBBLICA DELLE BANANE !

Altri riferimenti sulla stampa.

Su alcuni mailing-list sta circolando una petizione per chiedere le dimissioni del Commissario McCreevy, che sta cercando di far passare la direttiva ad ogni costo. Perchè? Chi e' McCrevy.


I lobbisty pro-patent festeggiano


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