PdCI GUE: i nostri militanti
ed Europarlamentari
il 17/2 in piazza
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Nota stampa On. Umberto Guidoni, parlamentare europeo dei Comunisti italiani
Bruxelles, 15 Febbraio 2004
SOFTWARE
PATENT
GUIDONI: IL 17 FEBBRAIO UNA MANIFESTAZIONE DI CIVILTA' PER LA DEMOCRAZIA
La Delegazione dei Comunisti italiani al Parlamento europeo aderisce convintamente alla manifestazione indetta per il giorno 17 febbraio contro la Direttiva sulla brevettibilita' del software.
La battaglia per un software libero da brevetti è innanzitutto una battaglia per la democrazia. Non si tratta solo di promuovere il libero sapere, fatto di per sé fondamentale, ma anche di difendere le piccole e medie imprese dall'arroganza delle multinazionali che vorrebbero impedire lo sviluppo e l'esistenza delle stesse.
Sia il Parlamento Europeo che la Commissione Giuridica hanno avanzato con forza la richiesta di riscrivere da capo la Direttiva in questione; bisogna impedire che il Consiglio approvi una legislazione favorevole solo ai grandi gruppi e molto pericolosa per la sopravvivenza delle piccole aziende indipendenti che di fatto limita la concorrenza e l´innovazione.
Brevettare il software è profondamente sbagliato ed ingiustificato
visto che la proprietà intellettuale è già garantita dal
diritto di autore.
E´come se si brevettasse la letteratura! Se esistessero i brevetti sulle
idee di un racconto, l'Ulisse di Dante sarebbe stato una violazione del brevetto
di Omero.
Comunicato Stampa
Il gruppo di lavoro sul libero sapere
del PdCI, gli europarlamentari del PdCI (Rizzo e Guidoni), aderiscono alla manifestazione
del 17/2 a Bruxelles per la libertà della conoscenza contro la direttiva
per la brevettabilità del software indetta
da FFII.
L'associazione FFII ha indetto una
manifestazione congiunta in sostegno delle posizioni espresse dal
Parlamento Europeo, contro la decisione del Consiglio dei Ministri, di mettere
nuovamente in agenda al Consiglio ECOFIN del 17/2/2005 la posizione comune del
Consiglio, sulla quale la maggioranza di parlamenti e governi nazionali é
contraria.
Il 17/2 il Consiglio deciderà se approvare la proposta di Direttiva nonostante
il Parlamento Europeo abbia deciso alla quasi unanimita' (17 contro 2) di richiederne
alla Commissione il ritiro e di riscrivere una nuova proposta che tenga in considerazione
la posizione del Parlamento europeo.
La Commissione Giuridica del Parlamento Europeo, a seguito dell’inziativa dei comunisti italiani, dei verdi e di 61 europdeutati di vari gruppi ha votato alla quasi unanimitàunanimità (19 a favore 2 contro, 1 astensione), la richiesta di incaricare il presidente del Parlamento Borrell (Partido Socialista Obrero Español) di richiedere formalmente alla Commissione di presentare una nuova proposta sulla brevettabilità del software, applicando l'articolo 55 del regolamento.
Questo dopo un incontro con un imbarazzato ed evasivo Commissario al Mercato Interno McCreevy [qui invece il testo fornitogli dal gabinetto] che ha subito una durissima reprimenda da parte del relatore, il socialista francese Michel Rocard (qui in lingua originale). Con questa decisione il Parlamento Europeo azzera il processo legislativo compiuto fino ad oggi. [qui la registrazione della riunione - - indice e trascripts].
Va notato che è la prima volta che l’europarlamento prende una decisione simile e sarà interessante vedere come reagirà la Commissione e se l’istituzione poresieduta da Barroso si sottomerrà alla volontà degli eletti del popolo.
L’altro polo del triangolo istituzionale europeo, il Consiglio, sta tentando
con tutti i mezzi di far passare questa infame direttiva,
La partita politica è chiara: le lobbies stanno cercando con ogni mezzo
di romprere il flusso popolare di libertà. La Commissione in questi giorni,
su questo dossier, si sta giocando quel poco di credibilità che le è
rimasto dopo la fiducia a stento ottenuta dal Parlemento europeo.
Roberto Galtieri, responsabile del
gruppo di lavoro nazionale del PdCI sul libero sapere
rgaltieri
europarl.eu.int
On. Umberto Guidoni e Marco Rizzo
Bruxelles, 11 Febbraio
Dichiarazione congiunta degli onorevoli Umberto Guidoni e Marco Rizzo (PdCi, gruppo GUE/NGL)
SOFTWARE.
IL CONSIGLIO RISPETTI LA DEMOCRAZIA.
OCCORRE UNA NUOVA DIRETTIVA CHE SANCISCA CHE
IN EUROPA IL SOFTWARE NON E' BREVETTABILE
ADERIAMO ALLA MANIFESTAZIONE DEL 17
La Commissione Giuridica ha incaricatoil Presidente del Parlamento Borrell
di farsi portavoce della richiesta presso la Commissione che venga presentata
una nuova proposta di direttiva sul software.
Grazie al Parlamento Europeo, un altro passo è stato compiuto, una nuova
difficile battaglia vinta.
Si tratta ora di continuare questa battaglia, contro l'oligopolio dei mezzi
di produzione immateriali e per la libertà del sapere e la condivisione
della conoscenza in generale !
Oggi brevettiamo il software, forse gli algoritmi, forse le pratiche di business.
Domani ?
Questa battaglia di democrazia e di civiltà che non riguarda solo il
software, ma la futura libertà del sapere e la possibilità di
emancipazione delle nuove generazioni. La conoscenza, gli algoritmi, le idee,
il sapere sono un patrimonio dell'umanità.
On. Umberto Guidoni , On. Marco Rizzo
La Delegazione dei Comunisti italiani, ha presentato, a firma Rizzo-Guidoni una interrogazione il 24 gennaio che poneva gli stessi problemi sottolineati oggi dalla Commissione Giuridica. Qui l'intervista ell'On. Marco Rizzo, su Aprile on line I militanti del PdCi in piazza alle precedenti manifestazioni |
Bruxelles, 2 febbraio
Dichiarazione dell’on. Marco Rizzo, Presidente della Delegazione dei Comunisti italiani al Parlamento Europeo
SOFTWARE. RIZZO. LA COMMISSIONE GIURIDICA SPOSA LE NOSTRE PERPLESSITA’ E CHIEDE UNA NUOVA DIRETTIVA
Sottolineiamo con particolare soddisfazione l'odierna decisione della Commissione Giuridica di incaricare il Presidente del Parlamento Borrell di farsi portavoce della richiesta presso la Commissione che venga presentata una nuova proposta di direttiva sul software.
Il risultato del rapporto del Parlamento uscito dalla prima lettura ci ha trovato pienamente concordi, ma è rimasto bloccato al Consiglio. Il Consiglio infatti ha rigettato la maggior parte degli emendamenti di direttiva sulle "invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici".
E’ necessario che sia il nuovo Parlamento, al cui interno siedono membri piu’ motivati, proprio perché provenienti dai nuovi Paesi che non hanno avuto modo di partecipare ad un percorso condiviso di discussione e di decisione su di una normativa fondamentale come quella del software, ad esprimere un parere consapevole su di una normativa che potrebbe cambiare in meglio o in peggio il destino di tante piccole e medie imprese.
Come Delegazione dei Comunisti italiani, è stata tra l’altro presentata, a firma Rizzo Guidoni una interrogazione il 24 gennaio che poneva gli stessi problemi sottolineati oggi dalla Commissione Giuridica.
Un primo importate passo è stato compiuto, ora si tratta di continuare una battaglia di democrazia e di civiltà che non riguarda solo il software o la libertà del sapere, ma ogni campo della vita umana, visto che il software è in ogni “Chip” e ormai fa parte della nostra quotidianità.
On. Umberto Guidoni , On. Marco Rizzo