Un primo passo è stato compiuto, una prima difficile battaglia vinta. Si tratta ora di continuare questa battaglia, contro l'oligopolio dei mezzi di produzione immateriali e per la libertà del sapere e la condivisione della conoscenza in generale !
Gli europarlamentari del PdCI e il gruppo di lavoro sul libero sapere continueranno ad essere in prima fila in queste battaglie.
On.
Umberto Guidoni On. Marco Rizzo
Ufficio Stampa Delegazione PdCI
338 5913300 Monica Macchioni
Bruxelles, 2 marzo 2005
Nota congiunta dei parlamentari
della Delegazione dei Comunisti italiani al Parlamento europeo Umberto Guidoni
e Marco Rizzo
SOFTWARE
PATENT. GUIDONI-RIZZO: BARROSO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO
E CALPESTA LA VOLONTA' DEL PARLAMENTO
Eppure il giorno del suo insediamento, Barroso aveva dichiarato la sua ferma intenzione di fare contare il Parlamento, di tenere in considerazione la volonta' dei diretti e legittimi rappresentanti del popolo.
Gia' una volta aveva disatteso questo impegno, a Strasburgo, costretto poi ad una clamorosa retromarcia sui membri della Commissione, fatto unico dalla nascita del Parlamento in poi. Ora Barroso potrebbe rischiare "in piccolo" un fragoroso bis. Di fronte alla richiesta inoltrata a Barroso di riscrivere la Direttiva sul software patent inviata dalla Presidenza del Parlamento europeo su impulso della Commissione Giuridica, Barroso ha risposto picche.
La Delegazione dei Comunisti italiani - da anni a fianco della battaglia contro la brevettazione del software, per la libera circolazione del sapere - esprime totale disappunto rispetto all'atto di arroganza di Barroso ed auspica che i parlamentari sappiano nuovamente fare contare le proprie ragioni.
Bruxelles, 2 Marzo 2005
Ecco la dichiarazione dell'europarlamentare Marco Rizzo (PdCI, gruppo GUE)
Bruxelles, 2 febbraio
Dichiarazione dell’on.
Marco Rizzo, Presidente della Delegazione dei Comunisti italiani al Parlamento
Europeo
SOFTWARE.
RIZZO. LA COMMISSIONE GIURIDICA SPOSA LE NOSTRE PERPLESSITA’ E CHIEDE
UNA NUOVA DIRETTIVA
Sottolineiamo con particolare soddisfazione l'odierna decisione della Commissione Giuridica di incaricare il Presidente del Parlamento Borrell di farsi portavoce della richiesta presso la Commissione che venga presentata una nuova proposta di direttiva sul software.
Il risultato del rapporto del Parlamento uscito dalla prima lettura ci ha trovato pienamente concordi, ma è rimasto bloccato al Consiglio. Il Consiglio infatti ha rigettato la maggior parte degli emendamenti di direttiva sulle "invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici".
E’ necessario che sia il nuovo Parlamento, al cui interno siedono membri piu’ motivati, proprio perché provenienti dai nuovi Paesi che non hanno avuto modo di partecipare ad un percorso condiviso di discussione e di decisione su di una normativa fondamentale come quella del software, ad esprimere un parere consapevole su di una normativa che potrebbe cambiare in meglio o in peggio il destino di tante piccole e medie imprese.
Come Delegazione dei Comunisti italiani, è stata tra l’altro presentata, a firma Rizzo Guidoni una interrogazione il 24 gennaio che poneva gli stessi problemi sottolineati oggi dalla Commissione Giuridica.
Un primo importate passo è stato compiuto, ora si tratta di continuare una battaglia di democrazia e di civiltà che non riguarda solo il software o la libertà del sapere, ma ogni campo della vita umana, visto che il software è in ogni “Chip” e ormai fa parte della nostra quotidianità.